La Grande Guerra Aerea - 4.4 - 1917 - Caporetto

Giunse infine l'infausto giorno di Caporetto. Alle 2 del 24 ottobre, iniziò con il gas l'attacco delle forze austro-tedesche su Plezzo e Tolmino. Baricentro dell'azione era il paese il cui nome divenne nella nostra lingua sinonimo di disfatta. Nonostante le molte informazioni e i numerosi segni premonitori che lasciavano chiaramente intravedere le intenzioni dell'avversario, tutto venne sottovalutato. Dopo tre giorni di disperata confusione il 27, Cadorna ormai con il quartier generale trasferito da Udine al palazzo Revedin di Treviso, diramò il famoso bollettino della disfatta con il quale riversava tutte le colpe sui soldati. Il ripiegamento avvenne in maniera disordinata in particolare nel settore della 2^ armata dove gli austrotedeschi avevano sfondato. L'Aviazione italiana si impegnò nel tentativo di contenere l'avanzata asburgica e perdette molto materiale lasciato sui campi che fu costretta ad abbandonare. La presenza di squadriglie da caccia tedesche non ebbe un impatto immediato. L'unico velivolo della 2^ armata perduto in combattimento fu un Nieuport dellla 76^ Squadriglia, abbattuto il 3 ottobre nelle linee italiane nei pressi di Sveto. Anche sul fronte della 3^ armata il quadro non cambia e il livello di attività aerea fu comunque inferiore. Il V gruppo perse il 23 ottobre un SP.3 della 38^ Squadriglia, abbattuto durante una ricognizione fotografica sull'Hermada. Era stata percepita sì una maggiore aggressività della caccia avversaria, ma questo atteggiamento si era già manifestato a settembre, costringendo a riconsiderare il problema della scorta, e non era stato quindi associato a possibili, pericolose iniziative. Molto attive erano le squadriglie da ricognizione germaniche. Il 24 ottobre, in concomitanza con l'inizio dell'offensiva la nebbia prima, la pioggia e il vento poi, bloccarono a terra le squadriglie, ma l'indomani con il ritorno del sole si ebbe una forte ripresa dell'attività aerea. Le squadriglie da caccia della 2^ armata totalizzarono 35 sortite, 53 quelle della 3^ e 87 quelle del X Gruppo, che si aggiudicarono anche 6 vittorie in 38 combattimenti, contro la perdita di 2 SPAD. La ricognizione della 2^ armata effettuò 52 sortite, e quella della 3^, con 18. Nelle azioni di interdizione del campo di battaglia, sui nodi stradali e sulle arterie del fondovalle da Tolmino a Caporetto, andarono perduti un SAML della 114^ Squadriglia, 1 SP.3 della 28^ Squadriglia, 1 Voisin della 25^ Squadriglia. Nella battaglia vennero lanciati anche le squadriglie Caproni, in una succesione di attacchi che si protrassero ben oltre il tramonto. In quei giorni venne diramato a tutti piloti disponibili l'ordine di portarsi al fronte che fu eseguito in una situazione di caos assoluto tra la grande confusione che aveva invaso le vie della ritirata. Il compito di sviluppare un'azione di interdizione, mentri i reparti aerei si ritiravano, fu affidato sopratutto alle squadriglie da bombardamento che avevano l'ordine di mantenere la formazione per darsi protezione reciproca e facilitare il compito della scorta affidata al X Gruppo. Neglia ttacchi a S. Lucia di Tolmino fu perduto un trimotore della 13^ Squadriglia, il terzo Caproni perduto in meno di 24 ore. Il giorno seguente i Caproni pagarono un prezzo ben più pesante, con due Ca.3 abbattuti e un terzo danneggiato dall'onnipotente caccia avversaria. Il 26 ottobre fu una giornata di intensi combattimenti con le perdite che continuavano a vrescere.

 Nonostante tutto, con ciò che era rimasto efficiente, essa riuscì a limitare i danni rischierandosi gradualmente al di qua del Piave. L'arretramento di 40 squadriglie si sviluppò attraverso i campi di Istrago (Spilinbergo), Casarza, Aviano, La Comina, Arcade, e Istrana. Gli spostamenti in quei giorni erano continui. Le squadriglie 112^ e 118^ da ricognizione transitarono per Istrana per poi portarsi a Padova. La 22^ e la 36^, furono arretrate fino a Ghedi e poi, il 3 Novembre, spedite anch'esse a Istrana. Presso la base alle porte di Treviso il traffico si fece molto intenso. La 139^ appena formata al CFS (Centro di Formazione Squadriglie) di Ghedi, vi fu fatta affluire in attesa di ordini. La sua III^ sezione si spostò a Pordenone. Due aerei su tre però lamentarono guasti nel trasferimento. Il 9 novembre al reparto giunsero disposizioni che lo spostavano a Nove di Bassano. A Istrana si rischierò anche la 79^ Squadriglia che vi ricevette i primi Nieuport Ni-27 francesi. Sul campo trevigiano furono inviate anche la 70^ e la 81^, la prima da Udine e la seconda da Borgnano, frazione di Cormons (GO). Vi arrivò anche la 78^ che prima era stata arretrata su Pordenone. La formazione lasciò la cittadina friulana dopo aver distrutto a terra 12 Hanriot che non poteva trasferire in volo a causa delle pessime condizioni del tempo. Da Istrana poi, con solo 2 aerei ancora in efficienza, essa continuò a peregrinare da una base all'altra, passando prima per Aviano e poi per Arcade. Infine, il 9 novembre, fece di nuovo ritorno alle porte di Treviso. La 76^ Squadriglia basata a Santa Maria La Longa nei pressi di Udine, che era stata trasferita ad Arcade il 1 novembre, il successivo giorno 10 fini anch'essa sul campo di Istrana con i 4 Hanriot superstiti. Tutte erano state spinte laggiù dal disastro di Caporetto. Intanto i ricognitori strategici tedeschi, Rumpler CV, dal Friuli, riuscivano ad arrivare fino sul Brenta fotografando il territorio. Il X Gruppo trasferì le sue squadriglie da Santa Caterina alla La Comina, e le quattro squadriglie Caproni del IV Gruppo di base a Campoformido, furono destinate la 9^ a S. Pelagio , la 10^ al campo di Marcon, la 14^ e la 15^ a quello di Verona. Rimasero per il momento alla La Comina la 1^, 8^ e 13^, mentre ad Aviano quelle del XI Gruppo ( 2^, 3^, 4^, 5^, 6^, e 7^). Dalla Carnia le squadriglie 24^ e 113^ si rischierarono la prima sui campi di Belluno, Santa Giustina e Feltre, la seconda su quello di Santa Giustina, dove si raccolsero entrambe il 29 ottobre. Per alleggerire la pressione avversaria e agevolare il deflusso dalle teste di ponte alle squadriglia da bombardamento fu ordinato di lanciare tutti i velivoli disponibili a battere le rotabili che da oriente confluivano verso il Tagliamento. Il campo della Comina fu evacuato definitivamente il 1 novembre. L’8 novembre a Peschiera si incontravano le delegazioni inglesi, francesi e quella italiana capeggiata dal Re; gli alleati si erano già trovati a Rapallo due giorni prima ma erano da definire le modalità di invio degli aiuti alleati. In quei giorni i francesi inviarono la X Armata e gli inglesi l’XI e XIV Corpo d’Armata. La componente aeronautica francese inviata tra ottobre e dicembre consisteva delle squadriglie: AR14, AR22, SOP36, AR44, SPA69, N82, SOP206, SOP214, BR221, e AR254, oltre alla N561 già presente al Lido di Venezia. Le AR dotate di Dorand AR1 andarono: la AR44 a Verona e poi a Castello di Codego, la AR14 a Verona poi a Trissino e a dicembre a S. Pietro in Gù, la AR22 a Ghedi (BS) poi a Verona e subito dopo a Castelgomberto. La SOP36 montata su Sopwith 1-1/2 arrivò in dicembre a S. Pietro in Gù per passare dieci giorni dopo a Castello di Codego. Le altre furono dislocate a Nove di Bassano.L'incredibile disfatta patita dal nostro esercito rese necessario costruire dal nulla altre basi aree ad una distanza dal nuovo fronte dei combattimenti, tale da permettere ai reparti di raggiungere le zone d'operazioni in maniera ottimale. Nell'estate del 1917 era stato allestito il Campo di Marcon, che sarà il più importante del basso Piave. Dopo Caporetto riceverà l' 83^ Squadriglia, le squadriglie da ricognizione 62^, 23^, 28^ e 131^. Vi si trasferirà anche la prima sezione della 24^. Sulla base veneziana faranno poi la loro comparsa la V sezione SVA, la 201^ squadriglia e i Caproni della Marina. A Marcon però, si trasferirà soprattutto un'altra famosa coppia di squadriglie da caccia: la 77^ e l' 81^.


Illustrazione: Da: Nel Cielo, rivista quindicinale del Secolo Illustrato, del dicembre 1917
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LUIGI CADORNA 1850 - 1928

Nominato capo di stato maggiore nel luglio 1914, impose all'esercito una dura disciplina militare e fu destituito dopo la disfatta di Caporetto (nov. 1917). Senatore dal 1913, dopo la guerra fu collocato a riposo e nominato maresciallo d'Italia (1924). Nel luglio 1914 fu chiamato a sostituire il gen. A. Pollio come capo di stato maggiore, durante i dieci mesi di neutralità si adoperò a restituire all'esercito l'efficienza necessaria per partecipare, occorrendo, alla guerra. Entrata l'Italia in guerra (1915), C., perseguendo una tattica di logoramento dell'avversario, si pose in difensiva dallo Stelvio al medio-alto Isonzo e passò all'offensiva nella regione isontina. I principali successi ottenuti sotto il suo comando (caratterizzato peraltro da durissima disciplina e da scarsa considerazione delle esigenze umane del soldato) furono: l'arresto dell'offensiva austriaca nel Trentino (primavera 1916), la conquista di Gorizia, dovuta a un'improvvisa azione ad oriente, e la vittoria alla Bansizza (estate 1917). L'offensiva di Caporetto (ott. 1917) costrinse C. a ordinare il ripiegamento dello schieramento orientale dell'esercito dietro il Piave. Lasciato il comando l'8 nov. 1917 in seguito a questi avvenimenti e sostituito dal gen. A. Diaz, fu nominato membro del Consiglio superiore di guerra interalleato di Versailles, ma nel febbr. 1918 fu richiamato in Italia, a disposizione della commissione d'inchiesta sui fatti di Caporetto, e nel 1919 collocato a riposo. Senatore del Regno dal 1913, nel 1924 fu nominato maresciallo d'Italia. (www.treccani.it)




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76^ SQUADRIGLIA

La squadriglia viene formata sul campo della Comina il 25 maggio 1916 con i velivoli Nieuport e il 29 maggio si trasferisce sul campo di Santa Maria La Longa. Il primo contatto con l'aviazione austroungarica avviene il 1 giugno durante un vlo di scorta a due Voisin su Vogersko.Nel corso del suo primo anno di guerra compie 624 voli sostenendo 39 combattimenti. Il 25 febbraio 1917 viene trasferita sul campo di Borgnano, detto anche di Langoris. Il 27 ottobre è a Campoformido ma il giorno dopo arretra alla Comina e il 1 novembre si porta a Arcade. Il 10 novembre si trasferisce sul più arretrato campo di Istrana. Il 2 febbraio 1918 si porta a Isola di Carturo e il 10 a Casoni. Nell'ultimo anno di guerra la squadriglia aveva compiuto 2464 voli di guerra sostenendo 101 combattimenti. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)




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NIEUPORT NI.11




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SAVOIA POMILIO S.P.3


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38^ SQUADRIGLIA

Quasi pronta per la mobilitazione nell'agosto 1916 la prima 38^ su Farman, diventa invece 101^ per la difesa di Bari. Una nuova 38^ è costituita a Taliedo nel dicembre 1916 su Savoia Pomilio S.P.2 e si mobilita agli inizi del 1917, cioè il 30 gennaio a Campoformido. Inizia i voli di guerra da Risano il 4 marzo 1917. Nel settembre si converte interamente sullo S.P.3, si ritira, dopo Caporetto attraverso Arcade fino a Ponte San Pietro (Bg). Il 3 novembre viene rimandata in linea a Ca' Tessera e inizia a riequipaggiarsi sul SIA 7b. Nel corso del 1917 effettua circa 150 voli di guerra. Il velivolo è problematico e gli incidenti falcidiano il reparto. Ad aprile viene dotata del nuovo modello SIA 7b2 ma le cose non migliorano. Il 28 maggio 1918 si sposta a Malcontenta e si impegna nel corso della battaglia del Piave. A giugno la squadriglia inizia a convertirsi sul Pomilio. Vola anche con i velivoli inglesi Re.8. Nel corso dell'ultimo anno di guerra compie 291 voli bellici, che portano il totale a 433. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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SPAD VII



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S.A.M.L. S.2




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114^ SQUADRIGLIA

La quarta squadriglia SAML fu costituita a Campoformido il 1 luglio 1917. Il primom volo di guerra ha luogo il 9 luglio per la difesa di Udine. Il 1 novembre si ritira a Nove di Bassano e il 10 si sposta a Casoni. Nel 1917 compie 279 missioni. Dal 17 al 26 febbraio 1918 è basata a Isola di Carturo. Dal 26 febbraio al 30 marzo a San Pelagio quando si spsosta a Istrana. Nel 1918 compie 195 missioni belliche, 474 in tutto il conflitto. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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28^ SQUADRIGLIA

Già 11^ Squadriglia Ricognizione e Combattimento diventa 28^ il 15 aprile 1916. Il 24 aprile si trasferisce a Villaverla nell'ambito del III Gruppo e va in azione sul fronte trentino. Alla fine di maggio si sposta sul campo di Bassano, mentre il 30 luglio è trasferita a Chiasellis riassegnata al I gruppo sul fronte isontino. Nel corso del 1916 effettua 340 voli di guerra, di cui 24 da bombardamento. Il 10 marzo 1917 arriva l'ordine di scioglimento e la squadriglia versa i vecchi Farman a Taliedo. Nel 1917 aveva eseguito 51 voli di guerra. Si ricostituisce a Arcade il 7 luglio 1917 e il 9 luglio è di nuovo a Chiasellis. Il 15 va a Santa Maria La Longa e il 17 entra in azione. Con la ritirata la 28^ viene rimandata a Tessera e il 9 novembre si sposta sul campo di Marcon. Il 3 febbraio 1918 riceve i primi SIA 7b1. Dopo il bombardamento del campo di Marcon, il 24 luglio, la squadriglia si trasferisce a Malcontenta e rientra in azione alla fine di luglio con nuovi aerei. (da " I reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)




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VOISIN


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25^ SQUADRIGLIA

Già 5^ Squadriglia Ricognizione e Combattimento nasce il 15 aprile 1916 a Pozzuolo del Friuli armata di apparecchi Voisin. La 25^ diviene uno dei reparti più gloriosi dell'Aeronautica Militare. Si sacrifica completamente in occasione delle battaglie di Caporetto e il 10 novembre 1917 viene sciolta. Una nuova 25^ viene messa in formazione a Riva di Chieri il 15 maggio 1918 ma mancano i piloti e nell'agosto si rinuncia a costituirla. Sarà ricostituita solo nel dopoguerra. (da " I reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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CAPRONI CA.450




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13^ SQUADRIGLIA CAPRONI



L'unità viene formata nell'agosto del 1916 sul campo della Comina e diviene operativa nell'ottobre dello stesso anno. La squadriglia compie il primo volo di guerra il 3 novembre quando viene bombardata la stazione di Dottogliano. Il 15 maggio 1916 compie la prima azione di guerra per bombardare Ovcia-Draga. Il 31 ottobre 1917 l'unità si trasferisce sul campo di San Pelagio. Le ultime bombe lanciate dalla squadriglia sono quelle dl pomeriggio del 30 ottobre con il bombardamento della rotabile Sacile-Pordenone.(Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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AEROSCALO DI CASARSA DELLA DELIZIA - TAURIANO - SPILIMBERGO (PN)

Casarsa della Delizia nacque nel 1915 ad ovest del paese, tra la ferrovia e la strada Pordenone-Udine, all'altezza del confine con la frazione di Orcenigo Inferiore. Lo scopo del campo fu principalmente quello di essere utilizzato dai dirigibili e per questo motivo fu costruito inizialmente un solo capannone. L'hangar per un dirigibile era una costruzione molto complessa per le sue dimensioni, per le porte d'ingresso sul lato corto dell'edificio, e per la posizione e l'orientamento rispetto ai venti dominanti, poiché il dirigibile non doveva essere investito da un vento laterale nella manovra d'ingresso, e in quella d'uscita. La costruzione della prima delle due aviorimesse fu terminata a guerra iniziata era tutto a volte d'acciaio, della lunghezza di metri 150, per una larghezza di metri 75 e un'altezza di metri 70. Nel 1916 iniziò la costruzione del secondo hangar gemello, posto a una distanza di 700 metri dal primo, che rese Casarsa un campo di primaria importanza; dopo la Grande Guerra diventò normale campo d'aviazione.” Con la nuova numerazione, la situazione dei campi di volo nello scacchiere del nord-est del fronte italiano, alla data del 1° maggio 1916, si presentava così: Casarsa ospitava il dirigibile M4




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AEROPORTO DI AVIANO

Con l’entrata in guerra le Squadriglie del 1° Gruppo di Aviano furono subito in azione segnalando la presenza di truppe nemiche e iniziando i primi bombardamenti contro ammassamenti di truppe e contro batterie nemiche. Spettò ad un equipaggio della XIV Squadriglia Bleriot il primo avvistamento di un velivolo nemico e alla 3^ Squadriglia l’onore di avere il primo pilota ferito dal tiro dei fucili austriaci. Nell’agosto del 1916 Aviano divenne sede delle squadriglie del IV Gruppo Caproni ed un seguito anche dell’XI Gruppo. Al 1 gennaio del 1917 cinque delle nove squadriglie del IV Gruppo erano di stanza ad Aviano (2^, 3^, 4^ 6^ e 7^). Da Aviano partirono molte audaci azioni; Ricordiamo quella del 2 agosto 1916 quando 24 trimotori attaccarono in tre ondate successive la città di Fiume; quella del 2 agosto 1917 quando l’attacco fu portato contro la piazzaforte di Pola, e poi azioni su Trieste, Vippach, Lubiana, Idria, Assling e Villach, tanto per citarne alcune. Al 18 agosto 1917 al campo di Aviano erano stanziate le seguenti Squadriglie: 2^, 3^, 4^, 6^, 7^ e 15^. Il 31 ottobre 1917, a seguito del disastro di Caporetto, giunse l’ordine di abbandonare l’aeroporto. L’ultimo Caproni si levò in volo alle 18.00 per raggiungere Padova. Il campo fu occupato dagli austriaci che vi basarono i reparti da bombardamento notturno, le Flik 103/G, 104/G e 105/G (Da: Aviano Nido di Aquile, 1911-2001 di Carlo Lucchini)




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AEROPORTO LA COMINA (PN)




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AEROPORTO DI CAMPOFORMIDO

L’attività di volo in Friuli con i più pesanti dell’aria ha inizio sul campo de La Comina nel 1910. Nel 1911 viene costruito, nel campo di San Quirino dalla Società milanese Helios, il monoplano “Friuli”. Il 9 luglio 1911 il primo aeroplano sorvola la città di Udine dopo essere decollato dalla Piazza d’Armi cittadina. Il pilota è il palmarino Alfredo Cavalieri titolare del brevetto italiano n° 17. Alle 06.45 del 31 luglio 1913 atterra il primo aeroplano a Campoformido. E’ il Bleriot del Cap. Gino Zanuso che prende terra nei prati di San Canciano. Per tutto il 1913 i prati di San Canciano sono sede di attività aeronautica addestrativa da parte delle unità di volo del Battaglione Aviatori del Regio Esercito Nel 1915 il conflitto per l’Italia è inevitabile e vengono condotte delle prove di mobilitazione generale. La Direzione Generale per l’Aeronautica incarica il S.Ten. Pilota Giulio Laureati di individuare in Friuli i terreni più idonei per ospitare dei campi d’atterraggi Laureati segnala, nei pressi di Campoformido , quattro distese prative: Due nei pascoli di San Canciano, Una fra Bressa e Campoformido e una posta a 1 Km da Campoformido. Il 18 maggio 1915 a Campoformido iniziano ad insediarsi le Squadriglie italiane con velivoli monoplani Nieuport , poi sostituiti dai biplani Farman 1914 e dai Nieuport 10. Alle originarie aviorimesse in legno si uniscono hangar metallici, in cemento armato e muratura. Alle squadriglie da ricognizione e da caccia, si affiancano quelle da bombardamento equipaggiate con i Caproni Ca.3. A seguito dello sfondamento della Conca di Plezzo ,i campi di volo di Campoformido e Santa Caterina vengono abbandonati. Viene distrutto tutto il possibile. Le aviorimesse in legno vengono date alle fiamme e i velivoli inefficienti resi ulteriormente inservibili o incendiati . Nel 1918, l’aeroporto, occupato dalle truppe austriache diviene sede di Squadriglie da addestramento, scuola di volo per piloti e osservatori, deposito di materiali aeronautici e sede di supporto per unità aeree di passaggio. Dopo un anno ha termine l’occupazione austroungarica e il 1 novembre 1918 gli ultimi reparti di volo nero crociati lasciano Campoformido. (tratto da "Il Cielo di Campoformido, di Roberto Bassi)


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9^ SQUADRIGLIA CAPRONI


L'unità è mobilitata il 22 maggio 1916 sul campo di Verona con tre cCaproni Ca.300 HP. Fino alla fine dell'anno la 9^ viene impiegata sempre in azioni di sostegno alle truppe italiane nel settore degli Altipiani. Il 23 maggio 1917 viene trasferita temporaneamente a Campoformido nel quadro della decina battaglia dell'Isonzo e rientra a Padova il 1 giugno e torna ad essere impiegata nel settore trentino. Il 7 agosto è di nuovo a Campoformido che lascia per Arcade il 2 novembre 1917. Il 16 passa a Ghedi dove rimane fino al al 31 dicembre quando ritorna a Padova. Nel 1917 compie 50 voli di guerra. Il 21 luglio 1918 la squadriglia viene mandata sul campo di Arquà Petrarca per passare a Marcon il 15 settembre. In ottobre, dopo una breve parentesi a Padova, ritorna sul campo di Arquà Petrarca. Nel 1918 ha compiuto 197 voli di guerra.

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CAMPO DI VOLO DI ARCADE

Nonostante debba la sua denominazione alla località di Arcade, il campo di volo conosciuto con il nome del paese trevigiano si trovava in effetti molto più vicino ai centri di Povegliano e Visnadello. L'aviosuperficie era stata realizzata su un'area di 460 per 380 metri circa, conosciuta come i campi bianchi , toponimo che con ogni probabilità aveva tratto origine dalle caratteristiche del terreno che si presentava sassoso, in quanto anticamente interessato dal corso del fiume Piave. I lavori per la costruzione del nuovo aeroporto iniziarono 26 ottobre 1916. Il campo divenne operativo nelle settimane seguenti venendo scelto per addestrarvi la nuova 79° Squadriglia poi destinata a Istrana e successivamente a Paese (San Luca). (Vedi scheda)




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AEROPORTO DI ISTRANA

Il campo di Istrana della prima guerra mondiale non corrisponde a quello attuale. Presso gli austriaci esso era noto come campo di Trevignano in quanto era stato realizzato sul confine con questo comune, nella zona a nord di Istrana e a est di Vedelago. La base era collocata a sud dei «Pilastroni» della villa Onigo di Trevignano e si estendeva fino quasi alla Postumia Romana occupando circa 60 campi trevigiani. Il campo di Istrana, a partire dal 1917, fu inserito nella rotta Torino - Pordenone, che veniva impiegata per trasferire al fronte, direttamente dalle zone di produzione, i nuovi velivoli. L'esistenza di questo aeroporto era ben nota agli austriaci com'è testimoniato dai pesanti bombardamenti di cui fu oggetto a partire dal grande scontro del 26 dicembre 1917. In quell'occasione, i cieli della Marca, fecero da sfondo al più importante combattimento aereo dell'intero conflitto sul fronte italiano. continua nel sito (vedi aeroporti: Istrana)


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112^ SQUADRIGLIA


Costituita al Centro di Formazione Squadriglie di Arcade nel settembre del 1917, simobilita il 10 ottobre con velivoli SAML. Il 27 novembre passa al campo di Marcon per il servizio di artiglieria all'VIII Corpo d'Armata. Il 20 marzo 1918 la squadriglia si trasferisce sul campo di Istrana per missioni di ricognizione fotografica e direzione del tiro di artiglieria. Complessivamente effettua 173 voli di guerra solo nel 1918. (Immagine: I Pomilio PE della 112^ Avevano come insegna un aggressiva pantera nera, da: I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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118^ SQUADRIGLIA


Formata nell'aprile del 1917 a Torino su SAML 6 montanti, la 112^ Squadriglia viene radunata presso il Centro di Formazione di Arcade per poi proseguire per Villaverla. La squadriglia, assegnata al fronte settentrionale della 1^ armata riceve i primi aerei il 23 aprile e il primo volo di guerra fu compiuto il 23 maggio con una ricognizione sul Pasubio. Il 20 luglio 1917 si trasferisce in volo a A LAvariano (Chiasellis) e prende i SAML a quattro montantial servizio della 3^ armata. Il 20 ottobre l'unità viene trasferita al campo di Bolzano del Friuli. Sopravvenuto Caporetto si ritira a S. Maria La Longa il 25 ottobre, alla Comina il 26. Poi va a Istrana mentre il 3 novembre è a Padova. A dicembre la 112^ non ha pi aerei efficienti. Al 4 febbraio 1918 si sposta a Fossalunga con due PE e un SAML, ma nel marzo (19) è trasferita a Castenedolo dove si trova anche all'armistizio. (Immagine: Aerei SAML ed aviatori della 118^ Squadriglia da: I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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AEROPORTO DI PADOVA

L’area su cui è attualmente ubicato l’Aeroporto “Gino Allegri” di Padova è la stessa che un tempo con la denominazione di “Piazza d’Armi” era utilizzata dai vari reggimenti dell’esercito, di stanza in città, per l’effettuazione delle diverse attività addestrative. Il 1 luglio 1913 fu costituita la VII Squadriglia Aeroplani Bleriot al comando del Cap. Armando Armani, già decorato per meriti bellici durante la guerra italo-turca. Il 28 gennaio 1914, oltre alla VII a Padova furono assegnate altre due squadriglie di aeroplani: la IV Squadriglia Bleriot, comandata dal Cap. Olivo Guidi, e l’VIII Squadriglia comandata dal Cap. Pilota Resio Adolfo. Allo scoppio della guerra, il 24 maggio 1915, la VII Squadriglia Nieuport fu trasferita a Campoformido alla dipendenza del II Gruppo Squadriglie Aviatori, mentre la IV Bleriot venne dislocata sul campo veneziano di Bazzera a disposizione del Comando della Piazza Marittima di Venezia




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22^ SQUADRIGLIA


Formata ad Arcade nel febbraio 1917 giunge uin zona di guerra il 2 marzo sull'aeroporto di Campoformido. Era dotata di S.P.3 e compì la sua prima missione bellica il 23 aprile con un volo su Cormons. Ritirata dopo Caporetto si trasferisce il 27 ottobre ad Aviano, mentre il 31 raggiunge Ghedi. Già il 3 novembre è rispedita in linea a Istrana assegnata al XII Gruppo. All'armistizio la 22^ è a Casoni con quattro PE. Nel corso del 1918 ha effettuato 195 voli di guerra.(Immagine: Un Pomilio PE della 22^. Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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CAMPO DI AVIAZIONE DI GHEDI (BS)

Realizzato nel 1915 a nord della cittadina, durante il primo conflitto mondiale. Con lo scoppio della Grande Guerra, l’aeroporto di Ghedi divenne un’importante base di difesa aerea contro gli aerei austriaci che, partendo dalle loro basi in Trentino, attaccarono a più riprese Brescia e i centri della provincia (accadde per la prima volta il 25 agosto 1915 quando un aereo austriaco sganciò quattro bombe sullo stabilimento Tempini di Brescia uccidendo quattro operai). Ghedi, insieme a Ganfardine (Verona) servì anche da trampolino di lancio per i ricognitori SVA e Pomilio destinati a penetrare in territorio ostile e fotografare le principali installazioni nemiche (trincee, aeroporti, stazioni ferroviarie). In particolare, il 21 maggio 1918, due SVA al comando dei Ten. Francesco Ferrarin e Antonio Locatelli (87^ Squadriglia) compirono un raid bellico di oltre 780 chilometri sorvolando le Alpi e la Valle del Reno, il Lago di Costanza e le città di Bregenz e di Lindau giungendo sino a Friedrichshafen, importante centro aeronautico nemico, per una ricognizione sugli stabilimenti Zeppelin. fu sede di reparti di bombardieri Caproni e di ricognitori SVA




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36^ SQUADRIGLIA FARMAN


Costituita nel maggio del 1916 a Pordenone, viene trasferita a S. Maria La Longa. Compie il primo volo di guerra il 15 giugno nel settore carsico. Nel corso del 1916 effettua 259 voli di guerra. La squadriglia, dotata di Farman si scioglie il 17 luglio 1917. (Immagine: S.P.3 della 36^. Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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139^ SQUADRIGLIA


Nasce da due pre esistenti sezioni di Pomilio per la Regia Marina, la 1^ e la 2^, formate a Ghedi nell'estate del 1917 e dislocate a Cascina farello. Formata da sei Pomilio, venne concepita per fornire una scorta di apparecchi veloci agli idrovolanti che si spingono sul golfo di Trieste. Unite alla 3^ Sezione PD, costituita sempre a Ghedi nell'ottobre del 1917, formano la 139^ che si riunisce la prima volta il 20 novembre 1917 sul campo di Nove di Bassan. Il 14^ dicembre entra a far parte del nuovo XV Gruppo di San Pietro in Gù assegnata al servizio Truppe degli Altipiani. Il 15 marzo 1918 si trasferisce sul campo di S. Luca, mentre nel luglio raggiunge Villaverla. Nel corso del conflitto effettuò 108 missioni di guerra. (Immagine: Un Pomilio PE della 139^, decorato con il giglio di Firenze. Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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PORDENONE

Durante la Prima guerra mondiale, l'Italia utilizzò l'aeroporto di Aviano (insieme a quello della Comina) come base delle Squadriglie da bombardamento, alle dipendenze del Comando Battaglione Aviatori di Pordenone e dotate di velivoli Caproni Ca300 e 450. La posizione strategica ne fece base principale per le missioni contro le forze austro-germaniche che combattevano sul Cadore, sul fronte dell'Isonzo, con azioni che si spinsero fino a Lubiana (febbraio 1916) e Pola (agosto 1917). Alla fine di ottobre del 1917, con la disfatta di Caporetto, gli Austro-Ungarici occuparono tutto il territorio fino al fiume Piave e presero possesso dell'aeroporto. Da esso partivano gli aerei austriaci diretti a bombardare, spesso di notte, le città italiane. Nei pressi dell'aeroporto medesimo, vicino a Forcate di notte vi atterrava la medaglia d'oro De Carlo che assieme al fido Bottecchia ( fratello del ciclista) ebbe un ruolo determinate, ai fini di spiare i movimenti delle truppe, poco prima della Battaglia del Solstizio ( giugno 1918). Gli equipaggi e gli aerei italiani efficienti vennero trasferiti sugli aeroporti intorno a Padova ed Abano Terme. Durante il conflitto, nell'arco del 1917, si distinsero due aviatori italiani, il capitano Maurizio Pagliano ed il tenente Luigi Gori, che con l'osservatore/navigatore Barbarisi condussero un'incursione non autorizzata in un'area non autorizzata, ma di grande successo, contro i cantieri navali austriaci di Pola in Istria. Tale azione venne ripetuta da Pagliano e Gori nell'agosto del 1917, con a bordo Gabriele D'Annunzio in persona. Con il poeta i due aviatori effettuarono innumerevoli azioni, tanto da essere ricordati nel Notturno come "l'eroica coppia alata". Il loro destino si compì il 30 dicembre del 1917, quando furono abbattuti vicino a Susegana (TV) dall'asso austro-ungarico Benno Fiala.

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AEROPORTO DI NOVE DI BASSANO (VI)

Nel mese di maggio 1916era entrato in funzione il campo di Nove di Bassano. Anche questo aeroporto venne allestito per supportare il settore degli altipiani particolarmente colpito in primavera. La base era situata lungo la riva destra del Brenta all'altezza dell'attuale ponte per Cartigliano. Fu sede delle squadriglie 46a Farman e 49a Caudron per l'artiglieria e delle squadriglie 26a, 33a, 115a e 139a da ricognizione, nonché della 79a squadriglia da caccia. Nei primi mesi del 1918, il campo sarà assegnato ai francesi che vi opereranno con varie formazioni: AR22, AR254, BR221, SOP206 e 214.87 Con il loro ausilio i transalpini colmeranno i vuoti di uomini e mezzi accusati dall'aviazione italiana a causa delle perdite subite. A partire da marzo alcuni reparti francesi torneranno oltralpe, ma resteranno le squadriglie AR22 e AR254.


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NIEUPORT NI.27




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79^ SQUADRIGLIA CACCIA

Ne viene iniziata la costituzione nel novembre del 1916 al Centro di Formazione Squadriglie di Arcade e fu dichiarata pronta il 12 gennaio 1917. L'unità montata sui Nieuport 80 hp effettua le prime missioni di guerra intorno al 20 gennaio. Tra la fine di ottobre e i primi di novembre l'unità riceve i nuovi Niieuport 27 e il 2 novembre si trasferisce a Nove di Bassano. Nel 1917 la squadriglia compie 1500 voli di guerra sostenendo 69 combattimenti. Nel marzo del 1018 si trasferisce sul campo di S. Luca di Treviso, dove si trova schierata all'armistizio. La 79^ il cui distintivo era una lupa nera dipinta sulla fusoliera, durante il 1918 eseguì 2910 voli di guerra e 158 combattimenti aerei.




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70^ SQUADRIGLIA CACCIA

L'Unità nasce il 15 aprile 1916 sul campo di Santa Caterina di Udine. La linea di volo è composta da otto biplani Nieuport. All'alba del 16 maggio la squadriglia intercetta una dozzina di velivoli austriaci reduci da un incursione su Udine. I piloti erano Tacchini, Baracca, Olivati e Bolognesi. ...




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81^ SQUADRIGLIA CACCIA


La 81^ viene costituita ad Arcade il 20 marzo 1917 e si trasferisce al campo di Langoris, detto anche Borgnano, ad ovest di Gorizia, il 20 aprile. Il primo combattimento avviene il 24 aprile. La linea di volo è composta da 12 Nieuport. Sotto l'incalzare delle truppe tedesche, nei giorni di Caporetto, l'unità raggiunge Aviano il 27 ottobre per poi proseguire per Arcade il 31. Alla fine del 1917 la squadriglia ha compiuto 1650 voli di guerra sostenendo 150 combattimenti con 15 vittorie confermate. Al termine delle ostilità l'unità è sul campo di Casoni e dispone di 21 Hanriot ed un Nieuport. L'impegno del reparto nell'ultimo anno di guerra è quantificabile in 2468 missioni con 80 combattimenti e 19 vittorie riconosciute. (Immagine: Uno dei Nieuport abbandonati e caduto in mano austriaca nei giorni di Capotretto. Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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78^ Squadriglia Caccia

Formata con ordine del 29 giugno 1916 si mobilita sul campo della Comina su nieuport Bebè il 15 agosto. Il 3 settembre 1916 si trasferisce sul campo di Istrana. Durante il suo primo anno la squadriglia eseguiva 211 voli di guerra con 11 combattimenti. Il 10 agosto 1917 è sul campo di Borgnano (Cormons) per appoggiare la grande offensiva sull'Isonzo che porta alla conquista della Bainsizza. Con la ritirata passa al campo della Comina il 28 ottobre e poi si stabilisce definitivamente a Istrana il 9 novembre. A qual tempo aveva già compiuto 512 voli di caccia, 456 di crociera, 215 di scorta con 106 combattimenti aerei e l'abbattimento di 18 velivoli nemici. Il 15 marzo 1918 si sposta di nuovo, da Nove di Bassano, dove era arrivata il 16 febbraio, a S. Luca a disposizione della 8^ armata.




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HANRIOT HD.1




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AEROPORTO DI SANTA MARIA LA LONGA

Presso l'abitato di S. Maria La Longa vi era un importante campo d’aviazione che ospitò numerosi Gruppi e Squadriglie, con valorosi piloti, alcuni accompagnarono l’osservatore Gabriele d’Annunzio che trascorse alcuni mesi del 1917 nella villa dei conti di Colloredo Mels. Olt




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RUMPLER C




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CAMPO DI AVIAZIONE DI SANTA CATERINA (UD)

Sui campi di Campoformido erano di stanza la 10° squadriglia da bombardamento su trimotori biplani quadripolo Caproni, la 10°, poi 27° squadriglia da ricognizione d’armata e la 2°, poi 33° squadriglia da difesa su biplani biposto Farina 14, la 35° squadriglia da ricognizione d’armata su biplani biposto Voisn III e la I°, poi 70° squadriglia da caccia su sesquiplani monoposto Nieuport 10, 11 “Bebè” e 17. Il campo di Santa Caterina veniva utilizzato come campo d’appoggio per le stesse squadriglie di stanza a Campoformido. Dopo la ritirata di Caporetto i campi d’aviazione di Campoformido e di Santa caterina vennero utilizzati dalle forze aeree austro-ungariche. Sul campo di Santa Caterina viene formata la 91^ Squadriglia e Baracca ne diviene comandante il 6 giugno. E’ dotata di quattro Spad, tre Nieuport 110 HP, tre autovetture e tre motociclette. Viene inserita nel X Gruppo Aeroplani. Il reparto sceglie come proprio emblema il grifone. Definita la “Squadriglia degli Assi”, comprende alcuni fra i migliori piloti da caccia dell’epoca: Fulco Ruffo di Calabria (20 vittorie); Ferruccio Ranza (17) e Pier Ruggero Piccio (24)




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AEROPORTO DI SAN PELAGIO

Nelle praterie che si stendevano dietro il castello di San Pelagio, tra la fine del 1917 ed i primi mesi del 1918, venne allestito, in seguito alla ritirata di Caporetto, uno dei tanti campi di aviazione che dovevano sostituire quelli persi dopo l’arretramento del fronte. Funzionò dapprima come deposito , almeno fino al 26 febbraio, poi divenne sede di reparti, ad iniziare dalle squadriglie Caproni. Sul campo di San Pelagio fu pagato un notevole contributo di vite umane da parte dei piloti, che lo consideravano un aeroporto difficile a causa della pista corta e da due ostacoli esistenti a fondo pista, una montagnola e un laghetto. San Pelagio fu sede della 87^ Squadriglia SVA. (tratto da "Padova nella storia del volo, di Luigi Luppi) di Roberto Bassi)


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10^ SQUADRIGLIA CAPRONI


La squadriglia è formata il 25 maggio 1916 sul campo di Villaverla ed appena pronta trasferita a Padova nell'ambito del III Gruppo. Ha in dotazione tre Caproni da 300 HP. I voli di guerra iniziano il 10 giugno e il 30 dello stesso mese viene trasferita a Campoformido alle dipendenze del IV Gruppo. Nel 1916 compie 45 voli di guerra.Dopo Caporetto l'un ità riceve l'ordine di schierarsi a Marcon per poi passare, il 2 novembre, a Ghedi. Il 13 dicembre torna in azione sul campo di Padova. Nel corso del 1917 compie 141 missioni di guerra. Il 21 luglio 1918 si porta sull'aeroporto di Arquà Petrarca dove rimane fino al termine del conflitto. Lo stemma della 10^ Squadriglia, un quadrifoglio verde, è uno dei quattro che compongono l'attuale stemma araldico dell'Aeronautica Militare. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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AEROPORTO DI MARCON (VE)

Il campo di volo di Marcon (VE) fu costruito nell’estate 1917, nel quadro della politica di potenziamento della forza aerea della marina e fu operativo dall'estate 1917 al 4 novembre 1918. Il 22 luglio del 1917 entrò in servizio sul campo di volo di Marcon la 201° squadriglia di bombardieri Caproni alle dipendenze dei Servizi Aeronautici della Regia Marina venendo subito impegnata in missioni di sorveglianza ed avvistamento lungo le coste istriane. Situato a pochi km dal fronte del Piave, disponeva di alcuni hangar, abitazioni, uffici, una piccola prigione ed una mensa. Nel campo di volo venne costituito l'8 novembre 1917 il 13° Gruppo Aeroplani, sotto il Comando Aeronautica III Armata, cui vennero accreditati 283 scontri aerei; in esso operò la 77a Squadriglia Aerea e la 10a Squadriglia Bombardieri Caproni. Il campo di volo di Marcon fu tra i più grandi e più importanti campi di volo edificati al di qua del Piave e per questo motivo sede di numerosi attacchi da parte dell’aviazione austriaca.




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14^ SQUADRIGLIA CAPRONI


L'unità si costituisce a Ghedi nel novembre del 1916. Il 25 gennaio 1917 viene trasferita sul campo di Aviano inquadrata nel IV Gruppo. Viene impiegata negli attacchi preparatori per la decima battaglia dell'Isonzo e compie il primo volo di guerra il 13 aprile con il bombardamento di Vippacco. In seguito ai fatti di Caporetto la squadriglia dappprima riceve l'ordine, il 26 ottobre, di trasferirsi a Verona, poi il 4 novembre di passare a Ghedi. Da qui passa a Padova. Il 24 dicembre in seguito alla decisione di uitilizzare l'unità in Francia, si trasferisce a Taliedo per essere riequipaggiata. Nel 1917 la squadriglia ha effettuato 140 voli di guerra. L'11 gennaio 1918 prende posizione sul campo francese di Longvic nei pressi di Digione. Il 15 febbraio si trasferisce in volo sul campo di Ochey, da dove compie i primi voli di guerra. Torna in Italia il 10 giugno a Riva di Chieri per essere riequipaggiata con i Ca.5 da 600 hp. Con i nuovi velivoli si riporta in Francia dal 20 ottobre, dove rimane fino alla fine del conflitto. Il(Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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15^ SQUADRIGLIA CAPRONI


Ne viene iniziata la formazione nel dicembre del 1916 a Ghedi. Il 10 apprile l'unità è ad Aviano, e il 17 iniziano i voli di guerra col bombardamento di Chiapovano. Il 26 settembre si trasferisce a Campoformido. Con la ritirata , passa il 27 ottobre 1917 a Verona per poi proseguire verso Ghedi. Il 17 novembre rientra a San Pelagio (Pd). Nel 1917 compie 124 voli di guerra. Destinata in Francia, compie la prima azione di guerra il 17 marzo dal campo di Ochey. Il 2 aprile passa a Villeneue e il 7 agosto a Chernizey. Torna in Italia il 14 ottobre per riequipaggiarsi sui Ca.5 da 600 hp, dove viene colta dall'armistizio. Durante la guerra l'unità compì 233 voli di guerra. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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VERONA TOMBETTA

Nel 1913, dopo l'esaltante esperienza del Circuito Aereo Internazionale del 1910, si decise di dotare la città di Verona di un aeroporto militare. Il giornale cittadino, L'Arena, canta immediatamente vittoria, cos' riportando il 14 novembre: "Un campo militare d'aviazione a Verona". Poi: "Come i lettori ricorderanno, noi da queste colonne abbiamo sempre propugnato perchè anche Verona, come le principali città del Regno, avesse ad essere centro di uno dei tanti disputati campi militari d'aviazione, per avere il quale molte consorelle del Settentrione hanno fatto tanti quanto inutili sforzi. Siamo quindi ora lieti di annunciare che questo nostro vivissimo desiderio è stato consacrato dai fatti e quindi Verona avrà fra breve il suo ambito aerodromo alle porte della città". Verso la fine del 1914, quando si cominciarono ad organizzare le prime Squadriglie Farman 1912, si costituì il primo campo di Verona situato a Tombetta, e più precisamente sulla pista del trotter. Vi fu costruito un hangar tipo Gioia e una piccola casermetta ad uso officina, giacchè la truppa aveva trovato posto nel fortino Porta Nuova. Dall'11 luglio 1914 il campo di Tombetta fu sede della 12^ Squadriglia Farman.... (continua: http://www.quellidel72.it/storie/aeroporti/tombetta.htm)




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1^ SQUADRIGLIA CAPRONI

Nata sul campo della Comina nell'agosto del 1915, compie la prima azione di guerra il 20 agosto con l'ordine di bombardare il campo di aviazione austriaco di Aisovizza. Il 31 ottobre 1917 l'unità ripiega sul campo di San Pelagio. L'ultima azione di guerra avviene nel pomeriggio del 30 ottobre 1918 con il bombardamento della rotabile Sacile-Pordenone.(Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)




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8^ SQUADRIGLIA CAPRONI



L'unità viene formata il 25 marzo 1916 sul campo della Comina e riceve i primi Caproni il 26 aprile. Il 15 maggio 1916 compie la prima azione di guerra per bombardare Ovcia-Draga. Il 2 novembre 1917 l'unità si trasferisce sul campo di San Pelagio. Durante la guerra l'unità compie 260 voli di guerra. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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2^ SQUADRIGLIA CAPRONI



L'unità viene formata nell'agosto il 17 ottobre 1915 sul campo di Pordenone. Prende sede ad Aviano. La prima missione del 1917 avviene il 2 aprile con il bombardamento di Aldsberg. La prima perdita della squadriglia avviene il 18 luglio. Nel 1916 compie 35 voli di guerra. Alla fine di ottobre del 1917 viene trasferita sul campo di Arcade per poi passare , il 9 novembre a Ghedi. Il 5 dicembre, con l'intero XIV Gruppo si trasferisce a Padova. Nell'anno 1917 la squadriglia compie 139 azioni di guerra. Il 7 luglio 1918 l'unità è a Arquà Petrarca. Le ultime bombe lanciate dalla squadriglia sono quelle dl pomeriggio del 30 ottobre con il bombardamento della rotabile Sacile-Pordenone.(Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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3^ SQUADRIGLIA CAPRONI



La squadriglia si forma alla Malpensa l'8 ottobre 1915 e il 17 si trasferisce sul campo della Comina. Le operazioni belliche iniziano il giorno successivo. Il 2 novembre è trasferita ad Aviano da dove è impiegata in bombardamenti, ricognizioni e crociere di vigilanza nel settore carsico. Nel giugno del 1916 l'unità è chiamata a concorrere nella zona degli altipiani per la battaglia dell'Ortigara. In seguito ai fatti di Caporetto la squadriglia si rischiera, il 31 ottobre 1917, a Padova. Il 2 novembre va a Arcade e il 6 raggiunge Ghedi per riorganizzarsi in uomini e mezzi.Il 5 dicembre 1917 è di nuovo a Padova. Il 9 gennaio 1918 parte per il fronte francese, sull'aeroporto di Longvic. Il 19 febbraio raggiunge il campo di Ochey e poi il 28 marzo a Villeneue. L'ultima azione di guerra avvine il 30 ottobre con il bombardamento di Longuyon. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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4^ SQUADRIGLIA CAPRONI

Viene costituita il 17 ottobre 1915 a Pordenone e il 15 dicembre si trasferisce sul campo di Aviano. L'attività della squadriglia procede intensamente per tutta l'estate del 1916 battendo vie di comunicazione ed aeroporti nemici. Nel 1916 compie 43 voli bellici. Il 1 novembre 1917 l'unità si sposta sul campo di Padova e a fine anno raggiunge Ghedi. Il 28 gennaio si trasferisce a Verona, mentre il 14 maggio la troviamo a Cà degli Oppi. Il 1 novembre viene rischierata sul campo di Padova da dove supporta validamente le ultime azioni offensive delle truppe italiane. Nel 1918 compì 71 voli di guerra. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)




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5^ SQUADRIGLIA CAPRONI



Viene costituita il 22 novembre 1915 ad Aviano e il 16 dicembre si trasferisce sul campo di Verona inquadrata nel III Gruppo. Inizia le operazioni il 10 gennaio 1916 bombardando il campo di aviazione di Gardolo. Nel 1916 esegue 45 bombardamenti, 50 voli di crociera e 6 ricognizioni sostenendo 12 combattimenti. Il 23 maggio 1917 la %^ si trasferisce sul campo della Comina per appoggiare le operazioni della dcima battaglia dell'Isonzo. Torna a Verona il 1 giugno. Il 3 ottobre 1917 la squadriglia si trasferisce ad Aviano. L'ultimo giorno di ottobre si rischiera a Padova con quattro velivoli Caproni. L'8 dicembre raggiunge Ghedi e torna a Padova nel gennaio 191 prima di essere spostata a San Pelagio.L'ultima missione di guerra avviene il 31 ottobre con con il bombardamento della rotabile Sacile-Pordenone. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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6^ SQUADRIGLIA CAPRONI



L'unità nasce a Verona l'11 novembre 1915 e arriva ad Aviano, in zona di guerra, il 18 dicembre. Nel 1916 compie 36 voli bellici. Il 31 ottobre, in seguito al ripiegamento si trasferisce sul campo di Padova. Il 13 passa a Ghedi e poi, il 29 gennaio 1918 a Verona. Il 13 agosto l'unità si reca a Taliedo a ritirare i nuovi Ca.5 da 600 Hp che arrivano al reparto il 4 ottobre. L'ultima azione della guerra vede il bombardamento della stazione di S. Giovanni Monzano il 2 novembre 1918. Nel corso dell'ultimo anno di guerra l'unità aveva volato 147 voli bellici. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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7^ SQUADRIGLIA CAPRONI



La squadriglia si forma sul campo di Aviano il 26 gennaio 1916 e partecipa al bombardamento di Lubiana del 18 gennaio. Nel generale rischieramento dei reparti conseguente la ritirata la squadriglia si trasferisce a Marcon il 31 ottobre e poi, il 7 novembre , a Ghedi. Il 4 gennaio l'unità si porta sul campo di Padova. Il 22 luglio 1918 la squadriglia è trasferita al campo di Arquà Petrarca dove rimarrà fino al termine delle operazioni. Durante la guerra aveva compiuto 121 voli bellici. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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24^ SQUADRIGLIA



In allestimento fin dall'agosto 1916 al campo di Pordenone risulta ancora in formazione nel gennaio 1917 e viene costituita su SP2 solo nel febbraio. Viene assegnata al campo di Cavazzo Carnico. Al 7 giugno è trasferita al campo di Casoni per partecipare alla battaglia dell'Ortigara. Dal 21 luglio 1917 ritorna a Cavazzo Carnico. Viene rimandata nelle retrovie il 10 novembre per essere ricostiuita a Ponte San Pietro.. Nel 1917 esegue 179 voli di guerra.Ricostituita a Ghedi nel febbraio 1918 ed equipaggiata cob SIA 7b torna in zona di guerra il 2 marzo a Cavazzo Carnico. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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113^ SQUADRIGLIA

Costituita il 18 marzo 1917 a Torino a fine mese si sposta ad Arcade e a partire dal 28 aprile si addestra sugli aerei a Campoformido. Si mobilita il 10 maggio 1917 con una sezione a Campoformido ed una a Feltre. Dopo Caporetto la 113^ va a S. Giustina Bellunese il 28 ottobre, a Nove di Bassano il 3 novembre e a Casoni l'11. All'inizio del 1918 riceve i nuovi SAML e il 28 febbraio va a Medole (Mantova). In complesso le sono attibuiti 458 voli di guerra.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI BELLUNO

L'aviosuperficie di Belluno fu realizzata a San Pietro al Campo dove si trova tuttora, tra la città e Ponte nelle Alpi e tra la strada regionale 50 ed il Piave. Essa ospitò le squadriglie 48a e 83a e dopo Caporetto diventò una base austriaca con le Flik 2D, 8D, 11D, 30J, 39D, e 53D.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI SANTA GIUSTINA (BL)




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AEROPORTO DI FELTRE




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CAMPO DI AVIAZIONE VENEZIA LIDO

A causa del pericolo di bombardamenti aerei a cui era esposto il patrimonio artistico di Venezia, si rese necessario trovare un'area vicina alla città dove realizzare un campo di aviazione per ospitare l'aviazione francese giunta in soccorso. Inizialmente i caccia Neuport 10 e i veloci biplani Spad S VII francesi si schierarono nel campo di Bazzera, nei pressi di Mestre, ma questa locazione non si dimostrò adatta a tempestivi interventi di intercettazione di aerei nemici. Fu così che il Comando della Marina decise di ricavare un campo di aviazione dalla piazza d’armi del Forte di S. Nicolò al Lido. Lo spazio, ampliato con la demolizione di alcuni fabbricati minori, dimostrò la praticabilità del progetto il primo dicembre, dopo tre mesi di lavori, la squadriglia francese si trasferì nella nuova sede segnando così la nascita dell’aeroporto lidense. L'aeroporto ebbe visitatori illustri quali il Principe di Galles, il futuro Re Edoardo VIII, lo scrittore Celine, ed una madrina d’eccezione, l’affascinante baronessa Nicola Winspeare Guicciardi. Anche Gabriele D’Annunzio diventerà un abitué del luogo dopo il suo trasloco nella celebre Casetta Rossa sul Canal Grande.




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NIEUPORT 10 ESCADRILLE N 92 I - 1915

La squadriglia francese, ribattezzata poi N.392 nell’estate del 1916 e N.561 nel 1917, per tutta la durata della guerra assolve sempre egregiamente il suo compito difensivo, raggiungendo nel 1918 una forza di diciotto piloti e schierando, dopo gli iniziali Nieuport 10, anche i Nieuport 11, 17, 23, 24, 27 e, verso la fine della guerra, anche gli Spad VII e XIII, oltre a un singolo Sopwith 1 1/2 Strutter usato per la ricognizione.




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CAMPO DI AVIAZIONE VENEZIA LIDO

A causa del pericolo di bombardamenti aerei a cui era esposto il patrimonio artistico di Venezia, si rese necessario trovare un'area vicina alla città dove realizzare un campo di aviazione per ospitare l'aviazione francese giunta in soccorso. Inizialmente i caccia Neuport 10 e i veloci biplani Spad S VII francesi si schierarono nel campo di Bazzera, nei pressi di Mestre, ma questa locazione non si dimostrò adatta a tempestivi interventi di intercettazione di aerei nemici. Fu così che il Comando della Marina decise di ricavare un campo di aviazione dalla piazza d’armi del Forte di S. Nicolò al Lido. Lo spazio, ampliato con la demolizione di alcuni fabbricati minori, dimostrò la praticabilità del progetto il primo dicembre, dopo tre mesi di lavori, la squadriglia francese si trasferì nella nuova sede segnando così la nascita dell’aeroporto lidense. L'aeroporto ebbe visitatori illustri quali il Principe di Galles, il futuro Re Edoardo VIII, lo scrittore Celine, ed una madrina d’eccezione, l’affascinante baronessa Nicola Winspeare Guicciardi. Anche Gabriele D’Annunzio diventerà un abitué del luogo dopo il suo trasloco nella celebre Casetta Rossa sul Canal Grande.




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DORAND AR.1




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CAMPO DI AVIAZIONE DI CASTELLO DI CODEGO (TV)

Nel giugno del 1916 è operativo anche il campo di Castello di Godego, presso il quale si insedia la 43a Squadriglia Farman. La sua posizione è a poco più di un chilometro ad est del centro abitato. Vi si accede dal lato destro della strada che porta a Vallà. La base di Castello di Godego farà parte del complesso dei campi di fortuna previsti nella rotta aerea Torino - Pordenone per la consegna velivoli al fronte. Oltre alla 43a, ospiterà anche le squadriglie 35a, 27a e 48a con gli indistruttibili Caudron.


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AEROPORTO DI TRISSINO

Il campo che sino alla fi ne di luglio ospitò solo la 50a, era sistemato sulla riva destra dell'Agno a fi anco del paese e sovrastato dalla villa Marzotto. Rimarrà in quella posizione anche dopo il confl itto, sino agli anni '60 per essere poi ricostruito sulla riva opposta alla Colombara.

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CAMPO DI VOLO SAN PIETRO IN GU (PD)

Allestito nei mesi precedenti alla rotta di Caporetto, alla data del 24 ottobre 1917 era sede della 32^ Squadriglia Farman dipendente dal VII Gruppo del Cap. De Sanctis. In seguito fu sede della 33^ Squadriglia da ricognizione S.P.3. Entrambe le squadriglie dipendevano dal VII Gruppo Aeroplani con sede a Nove di Bassano. Dal 15 giugno 1918, inizio della battaglia del Piave, il campo fu sede della 66^ Squadriglia caccia Sopwith della RAF. Dal 20 ottobre 1918, San Pietro in Gù fu sede di tre Squadriglie italiane, la 26^, la 32^ e 33^.


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AEROPORTO DI CASTELGOMBERTO (VI)

Il campo di aviazione situato in località "Praderia" aveva un estensione di circa 60 campi vicentini. Attivo ne 1917-18 ospitò le qsquadriglie 31^, 121^, e 135^ da ricognizione. Vi fu inoltre stanziata la 71^ Squadriglia Caccia.




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SOPWITH 1 1/2 STRUTTER




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83^ SQUADRIGLIA

Questa squadriglia è un reparto particolare in quanto viene costituita il 5 maggio 1917, con più sezioni che operano separatamente. La 1^ sezione è costituita per la Macedonia. Il 10 dicembre questa sezione viene trasformata in squadriglia, assumento il numero 73. La 2^ e la 3^ sezione sono costiuite ad Arcade e inviate, rispettivamente, a S. Pietro in Campo (Belluno, e a Cavazzo Carnico. Il primo volo di guerra della 2^ sezione ha luogo il 10 maggio 1917. La 3^ sezione arriva a Cavazzo il 16 maggio e compie il primo volo di guerra il 19. Dopo Caporetto la 83^ trasferisce tre aerei a Feltre. L'11 novembre le due sezioni si trasferiscono a Marcon. Il 1 dicembre l'unità riceve i primi Ni.27 Monocoque. Il 18 marzo 1918 si sposta da Marco, mandando la 1^ Sezione a S. Pietro in Gù e la 2^ a Castenedolo. Il 4 ottobre entra a far parte del nuovo XXIV Gruppo spostandosi da S. Pietro in Gù a Poianella. In totale nel corso del 1918 ha effettuato oltre 2500 voli.(Immagine: Nieuport XI della 83^ Squadriglia, 2^ Sezione a Belluno nell'estate del 1917. (Da: I reparti dell'aviazione italiana nella grande guerra, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare)

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62^ SQUADRIGLIA

La 62^ Squadriglia S.P.4 viene costituita ad Arcade nell'estate del 1917 e parte il 20 settembre per Casoni con otto piloti e sette Pomilio. Il 29 ottobre si porta a San Pietro in Gù. Non riesce ad attivarsi per le deficienze del SP.4 e viene rimandata, il 10 novembre, a Taliedo per essere ricostituita. Nel febbraio del 1918 viene assegnata al IX Gruppo sul campo di Castenedolo ma già il10 marzo cambia fronte e va a Marcon al V Gruppo. All'inizio di luglio 1918 torna al Centro di Formazione Squadriglie. (Da: I reparti dell'aviazione italiana nella grande guerra, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare)

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23^ SQUADRIGLIA


Reparto valoroso la 23^ squadriglia da ricognizione fu costityuita ad Arcade nel febbraio del 1917 e si disloca il 10 aprile sul campo di Santa Maria La Longa. E' equipaggiata con SP.3 e fa parte del I Gruppo. Ritirata a Ghedi dopo la rotta di Caporetto, il 5 novembre è di nuovo a Bazzera e il 7 novembre a Marcon nell'ambito del V Gruppo. Il 22 marzo 1918 si trasferisce a Medole e il 25 maggio arriva ad Istrana. Nel corso del 1918 la 23^ effettua 239 voli di guerra. (Immagine: Un Pomilio PE della 23^, da "I reparti dell'Aviazione Italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare)

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24^ SQUADRIGLIA

Viene costituita nel febbraio del 1917 su velivoli S.P.2 e assegnata al campo di Cavazzo Carnico. Il 7 giugno è trasferita a Casoni per partecipare all'offensiva sull'Ortigara e ritorna a Cavazzo dal 21 luglio. Dopo Caporetto viene inviata nelle retrovie per essere ricostituita. Nel 1917 eseguì 179 voli di guerra. Ricostituita a Ghedi nel febbraio del 1918 con i velivoli SIA 7b torna in zona di guerra a Cavazzo il 2 marzo 1918. Viene divisa in tre sezioni, la 1^ a Marcon, la seconda a Casoni, e la terza a Nove di Bassano.




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131^ SQUADRIGLIA

La 131^ fu la prima unità ad essere dotata dei nuovi ricognitori Pomilio e fu costituita a Torino il 20 marzo 1917. Prenderà sede sul campo di lavariano di Chiasellis il 17 luglio 1917. Il 22 dello stesso mese aveva luogo il primo volo di guerra. Nel corso della ritirata di Caporetto la 131^ si trasferisce il 27 ottobre alla Comina, e poi il 31, si ritira ad Arcade.. Il 6 novembre si porta a Padova. Il 4 febbraio 1918 la squadriglia si sposta a Fossalunga e il 31 maggio raggiunge Marcon. Nel corso dell'ultimo anno di guerra, la 131^ esegue 188 voli di guerra. (da " I reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)




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V SEZIONE SVA

Costituita il 14 maggio 1918 a Fossalunga, è dotata di SVA monoposto ed inizia i voli di guerra il 30 maggio. Il 20 luglio la sezione si sposta a Marcon. Compie in totale 275 voli di guerra, di cui 227 ricognizioni fotografiche. Spara complessivamente 13.6oo colpi ed esegue 1391 fotografie. (da "I reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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201^ SQUADRIGLIA

In costituzione al Centro di Formazione Squadriglie di Ghedi all'inizio dell'estate 1917, è dotata di velivoli Caproni trimotori. Il 22 luglio il reparto si trasferisce in zona di guerra sul campo di Marcom. La squadriglia entra subito in azione con missioni di sorveglianza lungo la costa istriana ed è anche ompegnata a Venezia nello sperimetare il lancio di siluri.




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77^ SQUADRIGLIA


La 77^ Squadriglia Nieuport è formata il 31 maggio 1916 al campo della Comina. Assegnata al Comando Supremo e basata a Istrana, si mobilita il 18 giugno 1916 armata con Nieuport 10. In agosto la 77^ si trasferisce al campo di Cascina Farello, Aquileia. Nel marzo del 1917 l'unità si trasferisce al campo di Aiello e riceve i primi SPAD. Dopo Caporetto,la 77^ si ritira ordinatamentealla Comina, quindi ad Arcade e infine si assesta a Marcon. Dal 1 novembre 1917 al 4 novembre 1918 la 77^ fece 372 voli di caccia, 667 scorte, 1466 crociere e 44 ricognizioni fotografiche.

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